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CHE COS' E' LA SUPERVISIONE ...

 

Il supervisore è un professionista a cui riconosciamo l’esperienza di aiutarci a “rileggere” ciò che facciamo nella nostra pratica professionale, per affrontare dei punti di blocco o per costruire alternative. La relazione di supervisione costituisce uno spazio “terzo” di osservazione, in posizione “meta”, dal quale riusciamo ad osservarci mentre lavoriamo in relazione con gli altri. Attraverso la supervisione, ovvero uno spazio “meta” esterno a noi, si struttura uno spazio “interno”, che ci permette di essere contemporaneamente dentro la relazione per viverla e fuori per osservarla, riflettere e continuare a ipotizzare.

Nella Clinica ogni relazione terapeutica è un momento unico e irripetibile, mentre il paradigma teorico ci dà un punto di riferimento stabile e definisce il setting e la metodologia di intervento come “codificabili” e “ripetibili”. L’unicità dell’esperienza rappresenta una ricchezza e permette di vivere la nostra professione come estremamente creativa, ma ne costituisce anche la difficoltà, che si rinnova malgrado la nostra esperienza cresca nel tempo.
La costruzione di uno spazio "interno" di osservazione della relazione terapeutica ed il suo mantenimento nel tempo di vita della nostra professione è un impegno costante per ciascuno di noi, che va oltre la formazione iniziale, pur lunga e articolata; è un sostegno prezioso in grado di permetterci di vivere la relazione con l'altro continuando ad osservarla, a “galleggiare” dentro di essa, immersi in un mare di emozioni e pensieri , senza “affondare", mantenendo la rotta, ossia la nostra capacità di fare ipotesi e interventi mirati.

Il momento di impasse che incontriamo nel corso della psicoterapia ci può dire tanto sulla storia emotiva del sistema terapeutico: dentro di esso si intrecciano la storia del paziente e il suo presente, ma anche la nostra storia personale e professionale. “Con-tenere” tutto questo e dargli un senso diventa l’orizzonte stesso della terapia.

Aiutarci a lavorare in questa complessità è l’obiettivo della supervisione.

La supervisione è quindi strumento importantissimo a disposizione di tutti coloro che operano nelle relazioni di aiuto, come nelle attività di formazione.

La supervisione può avvenire in un setting individuale o di gruppo.

Il gruppo, protetto da un confine adeguato, può diventare uno strumento elettivo che facilita la possibilità di “tirarsi fuori” della relazione, per osservarla e riflettere su di essa, rimanendo “dentro” il processo terapeutico: i diversi punti di vista dei membri del gruppo costituiscono chiavi di lettura alternative a quella che a volte chiude il nostro campo visivo e le nostre emozioni.

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